xxviii

scivolo in cedimenti troppo noti perché mi facciano più tremare e preferisco acconsentire al veleno sottile delle giornate

meglio imparare dolcemente meglio lasciarsi cadere piano issare il vessillo della resa scendere a patti con tagliole incustodite

ma non so che pensare poiché so che così mi lascio scorrere tra le dita l'urgenza della mia scrittura e l'impossibilità di tacere