xxvii

favo di miele gonfio appiccicoso dai riflessi del vetro come esce dal forno e poi è preso caldo sul ferro

il tuo volto ora è maschera antica di un dio di un atleta impetrato da morte lo sguardo appeso a un punto dietro i miei occhi

mi faccio serio e ti rendo il tributo che non si nega a chi cade sconfitto nell'arena prima di piegarti alla inevitabile resa