xv

ti aggrumi nel mio dormiveglia affannato ti adorni di sostanza carnale di presenza che non so ignorare

sei scomoda le tue morbidezze celano spigoli ti sveli inghiottitrice di giorni e mi parli incongrua e stridente nella tana infeconda del letto

e mi abbaglia più chiara del sole la persuasione atroce che non ci saranno tempi di luce che è già parato il veleno

ma mi tradisce il risveglio e ora non so ritrovare il perché e mi lascio aggrovigliare nel tuo mistero

ancora